Coste selvagge, paesi accoglienti e persone di buon cuore: queste sono le prime cose che mi vengono in mente ripensando al mio viaggio in Irlanda on the road.
Ma l’Isola di Smeraldo è tanto altro, e spero con il mio breve racconto di darvi qualche spunto interessante per avventurarvi in questo splendido Paese.
Vista la grande quantità di bellezze naturali, abbiamo preferito sacrificare un po’ di tempo alle città, prediligendo la natura aspra e variegata, passando anche per l’Irlanda del Nord.
Dopo una tappa obbligatoria al Trinity College a Dublino, siamo subito andati verso Nord, alloggiando non distante dalla zona che comprende lo storico Trim Castle e la Hill of Tara. Al Trim Castle, siamo stati davvero fortunati ad incontrare delle guide molto entusiaste e preparate, che ci hanno accompagnato nella visita del castello fornendoci un quadro completo del suo glorioso passato.Dell’antica sede del potere d’Irlanda rimane poco più cheun’ampia distesa di torba con una buona visuale dei dintorni: la Hill of Tara oggi è più che altro una finestra sul panorama della contea.
Come spesso accade nei Paesi del Nord Europa, purtroppo i siti chiudono abbastanza presto nel pomeriggio, quindi, complice anche un po’ di pioggia che ci ha rallentato, non siamo riusciti ad entrare nel complesso di Bru na Boinne, anche se probabilmente avevamo già visto qualcosa di simile alle Isole Orcadi in Scozia.
Una vera e propria perla è il Castello di Hillsborough con i relativi giardini circostanti, che sono di una bellezza mozzafiato. Sicuramente la primavera è stata il teatro perfetto con tante piante in fiore, che circondano la residenza reale dell’Irlanda del Nord. La visita delle stanze è stata estremamente interessante, e vale sicuramente la pena passarci qualche ora in più.
Dopo aver passato la serata nella cittadina balneare di Newcastle e dormito nei paraggi, l’indomani non ci siamo potuti esimere dal visitare il celeberrimo museo del Titanic di Belfast. Un’esperienza davvero molto suggestiva ed emozionante, con tanti dettagli e curiosità legate al terribile incidente navale del 1912. Nel proseguire verso Nord, ci siamo immersi nei Glens of Antrim, delle vallate di incredibile bellezza che si susseguono fino all’oceano sulla costa est. Questa è stata una delle parti naturalisticamente più belle, ma va detto che il bel tempo ci ha supportato rendendo il viaggio ancor più incantevole.
Il prosieguo del viaggio sulla costa settentrionale si è rivelato prezioso, con la fantastica esperienza del Carrick-a-Rede, ovvero l’attraversamento di un ponte di corda in passato utilizzato per la pesca dei salmoni. La vista dall’isolotto collegato alla terraferma è semplicemente mozzafiato. Fra le varie attrazioni più turistiche dell’Irlanda del Nord c’è la Giant Causeway, ovvero il Sentiero del Gigante. Probabilmente andrò contro corrente, ma forse questa zona particolarmente celebrata e affollata mi ha un po’ deluso. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, quindi il tempo risparmiato qui lo abbiamo ben investito per la splendida visione del DunluceCastle: un magnifico castello in rovina a strapiombo sul mare. A conclusione della giornata, ci siamo dedicati a una passeggiata nel parco nazionale di Glenveagh. Il fatto che sia stata sotto la pioggia ha probabilmente reso il momento ancor più suggestivo. Come accaduto per Bru na Boinne, purtroppo non siamo arrivati in tempo per la visita del Castello, ma il circondario ha ampiamente soddisfatto la nostra ricerca di natura e pace.
Nell’iniziare la nostra discesa sulla costa ovest, un’altra perla si è stagliata in fronte ai nostri occhi, in una giornata particolarmente soleggiata. Le Slieve League sono le costiere più alte d’Europa e sono semplicemente magnifiche. Il servizio navetta è efficiente e permette di arrivare abbastanza a ridosso in breve tempo. La vista è fra le più belle d’Irlanda. Un’altra tappa che vale la pena per la bellezza del paesaggio è la penisola di Mullaghmore, con le sue rocce che creano un palco naturale sopra il mare su cui passeggiare, ma attenti a non scivolare! Se avete la passione per gli indumenti invernali, non potete non passare ad Ardara, probabilmente la meta più famosa per le lavorazioni con la lana tipica dell’isola. Per concludere la giornata, ci siamo regalati una delle esperienze più indimenticabili del viaggio: passeggiata al tramonto nel Parco del Connemara, con le luci aranciate riflesse sulla cima della Diamond Hill e quattro splendidi esemplari di cervo a pochissima distanza da noi, a godersi lo spettacolo.
Il giorno seguente dal porto della frizzante cittadina di Galway abbiamo preso il traghetto per le celeberrime isole Aran: non so se nel tempo ho sviluppato una specie di repulsione verso i luoghi più turistici, ma devo purtroppo ammettere che, nonostante la fama, questa tappa non è stata la mia preferita. Complice sicuramente un meteo piovoso, la visita è stata abbastanza sottotono, ad esclusione di una splendida scogliera a strapiombo sull’oceano, probabilmente fra le più belle d’Irlanda. Al ritorno, ben volentieri abbiamo passato la sera per le colorate e vibranti viuzze di Galway, tappa che vale sicuramente la sosta.
Molto particolare e caratteristica è stata la passeggiata sul Burren, questo tipico paesaggio calcareo lunare non lontano dalla costa Ovest, celebre anche per la grande varietà di fiori che proliferano nelle stagioni più calde. Non distante, vale assolutamente la pena fermarsi presso le rovine, ma ben conservate, della CorcomroeAbbey. L’altra parte della giornata è stata interamente dedicata a quello che probabilmente rappresenta il simbolo dell’Irlanda: le Cliffs of Moher, le scogliere fra le più belle e famose in Europa, ma forse anche nel mondo. Passateci tutto il tempo che potete, ad osservare l’orizzonte oceanico, le popolosissime colonie di uccelli marini, padroni incontrastati dell’area e a riempirvi dell’energia del vento che qui non manca mai. Anche qui siamo stati fortunati con il meteo, che ci ha permesso di rimanere tutto il tempo all’aria aperta. Dovendo proseguire la nostra discesa verso Sud, abbiamo trovato un’ottima soluzione nella piccola cittadina di Adare per cenare.
Il giorno seguente è iniziato in mezzo alla natura del Killarney National Park, seguito dalla visita del Blarney Castle di cui abbiamo apprezzato particolarmente i giardini all’esterno. Su suggerimento di una guida locale, abbiamo anticipato l’appuntamento più imperdibile del viaggio: whale watching! Quando si pensa all’Irlanda, non viene subito in mente questa attività, come invece può capitare per Norvegia o Islanda, ad esempio. Invece è stato stupendo: a pochissimi metri dalla riva, abbiamo incontrato uno dei più celebri abitanti delle acque irlandesi, lo squalo elefante! È stato incredibile condividere questo momento con delle guide esperte, che, nel pieno rispetto della fauna, ci hanno avvicinato sia agli squali elefante, ma anche ai delfini e alle balenottere minori che vivono nelle acque del Sud dell’Irlanda. Serata conclusa nella vivace cittadina di Cork.
L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato ancora alla natura, questa volta del Glendalough, per un ultimo respiro di aria fresca prima del ritorno nella ben più calda Roma.
Ho cercato di ridurre al minimo il racconto del mio viaggio: se volete qualche informazione in più o se volete approfondire qualcosa, fatemi sapere!